ATWA Il Bollettino - La Voce dell’Associazione

Spesso ci si trova, dovendo parlare con tanti Artisti in rivolta pubblici funzionari più o meno attenti più o meno informati, in una sorta di situazione dove vengono dette delle cose e fatte della altre. Andando a fondo nella ricerca delle cause di tutto ciò rimane invariato un problema di base: la complessità della materia ed i tempi tecnici e burocratici che, alla fine dei conti, stanno cercando nel 2007 di far funzionare una circolare ministeriale del 1998. Dopo l’ennesimo incontro in Regione Atwa ed Enaip hanno deciso di riproporre il corso di “operatore del tatuaggio” per la quarta volta dalla sua nascita, sperando che questa volta il progetto venga non solo approvato ma anche sostenuto finanziariamente. Il lettore attento troverà queste parole discordanti con il nostro precedente bollettino, ma abbiamo ritenuto opportuno offrire ancora una volta un certo tipo di opportunità a tutti prima di trovare e portare a termine soluzioni che pesassero finanziariamente agli aspiranti futuri tatuatori. Mentre stavamo sviluppando il nostro lavoro e dedicando tutte le nostre energie in questo progetto oltre che in campo editoriale, l’ART non se ne stava con le mani in mano, dando a tutti un esempio pratico di ciò che era davvero ora di fare. Riserviamo quindi una buona parte di questo “bollettino” ai fatti che i colleghi dell’ART ci illustreranno di seguito in merito ad una delle tante “ingiustizie” che in veste di seri professionisti abbiamo dovuto “subire” nel corso degli ultimi (ma non solo) anni di attività. Al di là di ogni personale legame d’amicizia con molti associati ART, delle visioni comuni, degli intenti comuni e di ogni altra tipologia di considerazione è stato per me davvero un motivo di “orgoglio” constatare, tramite una conquista realmente e concretamente ottenuta sul campo dai colleghi dell’ART, che qualcosa di importante si è mosso e ottenuto. Si tratta di un esempio pratico che ci dimostra che già oggi i tempi possono essere maturi alla realizzazione di ciò, che solo pochi anni fa, poteva essere considerato “pura utopia”.

I tatuatori diffidano l’Epac
Comunicato Stampa.
Roma, 04/12/2006.

L’ART, Associazione di Tatuatori e Piercers Italiana, insorge contro l’Epac promotrice di una campagna d’informazione sull’epatite C e sulle sue cause d’infezione. Il messaggio diffuso a mezzo stampa, televisione ed internet, essendo incompleto ai fini informativi, è lesivo per tutti quegli artisti che, attenti alla salute pubblica, svolgono la propria attività con scrupolosa osservanza delle norme igienico-sanitarie emanate dal Ministero della Salute. Tant’è che lo stesso Ministero in due comunicati, dell’agosto 2002 e del marzo 2003, rendeva esplicita la probabilità di contrarre infezioni se tali pratiche sono effettuate in condizioni di precaria igienicità ed invitava, per di più, a rivolgersi solo ed esclusivamente presso gli studi autorizzati dalle ASL.
L’Epac nell’omettere tutte le altre probabili cause di infezione, connaturate in tutte le pratiche cruente eseguite in condizioni antigeniche, lancia un arbitrario je accuse contro gli artisti del tatuaggio e del piercing dipingendoli quali untori del XXI secolo. L’Epac, con i suoi messaggi, oltre a ledere gli operatori del settore ha, anche, provocato preoccupazioni infondate in quanti si sono sottoposti alle opere degli artisti del settore. L’infondatezza delle accuse di mancato rispetto delle norme igieniche, inoltre, trova riscontro nelle numerose segnalazioni pervenuteci, sia dai nostri associati sia da non iscritti, sugli esiti positivi delle ispezioni operate dai NAS, in corso ormai da diversi mesi, su tutto il territorio nazionale.

L’ART, pertanto, in data 29/11/2006, diffida l’Epac dal diffondere informazioni non complete ed a rettificare quanto affermato, inoltre, invita chiunque si avvicini al tatuaggio ed al piercing ad affidarsi unicamente a studi autorizzati dalle ASL, unici luoghi che assicurano le corrette condizioni di igienicità conformi alle direttive ministeriali.

Nota:
L’A.R.T., pur apprezzando la precisazione dell’Epac del 04/11/2006, ritiene la stessa inadeguata alle richieste di rettifica e di completezza in quanto:

  1. dalla home page del sito Epac il poster citato è ancora pubblicato ed ogni qual volta si clicca un link il poster compare in un banner,
  2. la precisazione in oggetto, che in ogni caso non rettifica, non ha eguale risalto nel home page del sito,
  3. non è stata avviata la diffusione della rettifica con lo stesso rilievo e con gli stessi mezzi utilizzati in precedenza (Tv, volantini ecc.).

Rimarchiamo, inoltre, che la nostra è una diffida non un sollecito!

Ogni ulteriore delucidazione sulla cronologia dei fatti sovra esposti potete trovarli sul sito: www.associazionetatuatori.it

Scarica l’articolo (.pdf): ATWA Il Bollettino - La Voce dell’Associazione

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