LONDRA - 2a edizione tattoo convention

 

Appena entrati crediamo di essere nel posto sbagliato. Non sembra ci sia molta gente e ci si muove bene tra la penombra del primo piano. Dopo pochi attimi il gruppo è già sfaldato e si distribuisce sui vari livelli della vecchia fabbrica. Chi si orienta verso l’hand tattoing area, chi s’inoltra alla ricerca degli orecchini che voleva acquistare da tempo e chi ordina la prima birra. Tutti hanno in mano l’opuscolo alla ricerca del proprio artista preferito e la scelta è ampia tra i più di 100 stand che la convention offre: Hernandez, Booth, Tin Tin, Bugs, Boris per citarne alcuni. La Convention trasmette le stesse sensazioni che si possono ricevere, mentre si passeggia per Candem Town: gente d’ogni tipo seduta in terra con la propria birra in mano indifferente di fronte ad artisti d’altissimo livello che tatuano. Camminando si alternano saloni caldi, a corridoi e rampe di scale gialle e rumorose, a gallerie afose rosse e stanze con pavimento irregolare e finestre enormi tutt’altro che limpide. Ci sono ragazze che sembrano delle bambole, cotonate, con piercing di perle nelle guance e un tipo con la lingua biforcuta da serpente. Al piano di sopra un enorme salone grezzo bianco freddo con le stampe giapponesi da centinaia di sterline e nell’angolo una giapponesina che ti da il biglietto da visita, fuori una particolare area riservata ai giapponesi che davano spettacolo con la tecnica dell’irezumi. Colpisce l’indifferenza collettiva che si percepisce passeggiando tra i vari stand. Tutti sembrano di casa. Siamo noi gli ospiti? Zzz il ronzio è inconfondibile. Siamo alla convention. La London Tattoo Convention. La voglia di tatuarsi è ai massimi storici e quando ci capiterà un’altra occasione? Un amico, più convinto di altri, alza la manica del maglione e ci indica la pelle rimasta ancora illibata. Eravamo certi che qualcuno sarebbe tornato con un tatuaggio. Un classico? Allora via tra gli stand alla ricerca di un tatuatore che avesse 3 ore libere. La scelta cade sulla genovese Amanda Toy: scelta azzeccata. Dopo circa due ore passate scoprendo la convention, c’eravamo abituati alla “moltitudine” trovata tra quelle mura…erano le 20.00 di venerdì sera? Via! Andiamo a prepararci per la sera, ci sono molteplici attrazioni a londra. La riflessione che mi è girata in testa nei giorni successivi, è assolutamente paradossale. In una città dove tutto è concesso, dove la diversità e normalità e dove non ci sono limiti e tabù: come ci si può distinguere dalla massa? Come ci si può emozionare di fronte ad un’opera d’arte sul braccio di qualcuno, quando tutti hanno un tatuaggio? Ai posteri l’ardua sentenza.

Manuel Natale
Michele Bertoli
Michele Vezzola

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