Outside n.5

In queste pagine vorrei presentare ai lettori il pensiero di un altro “grande artista” rivoluzionario dei nostri tempi: Jacopo Fo.
Anche lui come l’amico Beppe Grillo è stato ovviamente “bandito” dalla TV di Stato, anche lui denuncia democraticamente e civilmente uno stato delle cose che è sotto gli occhi di tutti, ma che un malsano “sistema” ha interesse a non voler divulgare alla massa. Anche lui come tanti di noi, crede che Internet possa essere lo “strumento” che aiuterà il mondo ad uscire dal tunnel dell’ignoranza e a creare un mondo migliore.

Se si pensa che in Cina è stata “bandita” la voce Tibet su alcuni motori di ricerca, risulta chiaro il messaggio di paura che la rete trasmette a chi desidera tenere l’uomo in un basso livello di coscienza. Non mi importa di spendere parole di elogio verso Jacopo o Beppe poiché so che per loro non sono cose “importanti” ma vorrei sottolineare il fatto che negli studi di tatuaggi, alle convention e tra amici, una buona parte di tatuati e tatuatori, nelle loro ore di lavoro o di pausa, discutono anche di argomenti seri, di politica, di vita pratica. Non parlano solo di calcio, di veline, e di maldicenze sui loro più diretti “concorrenti”. Lo sottolineo ogni volta che posso, perché c’e’ una malsana tendenza che identifica il tatuatore come una persona per forza di cose, rozza ed ignorante.

Uno studio di tatuaggi gestito da una persona “sana” che abbia occhi per vedere, è il barometro con cui poter misurare l’animo dei nostri giovani. Di coloro che avranno in eredità questo pianeta. E’ il confessionale di chi non trova nel prete un giusto confessore e nella psicoterapia un giusto medico, è davvero molto di più di ciò che comunemente si possa credere. E’ a mio avviso un piccolo magico mondo a parte, dove si può manifestare se stessi, la propria unicità di fronte ad un tuo simile che dovrebbe essere in grado di offrirti arte, parole e cuore in un unico contesto: un rituale dalle antiche e sacre origini. Nel numero precedente è stato citato Siqueiros come artista muralista e rivoluzionario all’epoca della rivoluzione messicana, oggi parliamo di artisti “comici” che in qualche forma fanno parte di una rivoluzione pacifista dei nostri tempi. Credo che nessuno di loro abbia o abbia avuto un tatuaggio, ma sò che tutti hanno preso la loro ispirazione artistica alla stessa fonte alla quale ogni artista, con il proprio talento e tramite, attinge.

Ecco perché mi sento così vicino e così indelebilmente tatuato verso certe persone e ai loro messaggi e così lontano da altre. Jacopo Fo porta avanti delle idee che nel nostro profondo tutti condividiamo: il suo libro “Olio di colza” messo in vendita tempo fa in allegato all’Unità dovrebbe arrivare, a mio avviso, gratuitamente nelle case tutti i cittadini italiani al posto di quel manuale che avrete senza dubbio ricevuto di recente da parte del Ministero della Sanità. All’interno del libro di Jacopo, vi sono tanti piccoli e semplici suggerimenti che possono aiutare noi stessi e il pianeta dove viviamo, e che sono facilmente realizzabili… questi sono gli artisti e le idee di cui abbiamo realmente bisogno oggigiorno. Le pagine che seguono tratte dal sito di Jacopo Fo riassumono il nostro comune pensiero dal punto di vista di un amico artista che non ho ancora avuto il piacere di conoscere personalmente.Jacopo Fo - Olio di Colza

Ci sono informazioni che sanno tutti, che i giornali pubblicano regolarmente ma che non vengono mai messe una vicina all’altra. Facendolo si scoprirebbero aspetti del nostro mondo molto negativi e molto positivi. Si scoprirebbe che il mondo sta cambiando alla velocità della luce e che il futuro, se ci sarà, sarà meraviglioso.
Questo breve saggio è scritto non per avvelenarti con altre cattive notizie ma per farti vedere come oggi ci sia realmente la possibilità di iniziare a vivere su questo pianeta in modo degno. Succederà se un numero sufficiente di esseri umani farà alcune scelte banali, convenienti e piacevoli. Se questo non accadrà, entro 5 anni sarà messa in discussione la sopravvivenza stessa dell’umanità e passeremo alla storia come la prima specie animale che si è suicidata. Sui libri di storia degli scarafaggi saremo descritti come i più grandi coglioni della galassia. Ma io sono convinto che, dopo 6 millenni di guerre e violenze si sia arrivati a girare pagina.
Ho fede nell’umanità, nella sua immensa capacità di amare, sentire ragionare e lavorare. Sono convinto che la passione umana può spostare le montagne, e che sapremo nel prossimo secolo riparare i danni che l’inquinamento ha fatto al nostro dolce pianeta e che la violenza ha inciso nella nostra cultura. So di sembrare un pazzo e che è difficile credere che questo possa succedere. D’altronde sarebbe stato preso per folle chiunque avesse predetto l’esplosione della ribellione mondiale del ‘68 o la caduta del Muro di Berlino solo trenta giorni prima che accadesse.
Gli economisti i politologi e i sociologi non considerano mai il fatto che la storia si muove a balzi. Per questo non spaventatevi se nelle prossime pagine vi fornirò alcune informazioni terribili sullo stato del pianeta e dell’umanità. Mi è necessario solo per mostrare come e perché è impossibile che un cambiamento straordinario avvenga nel breve periodo. Cercherò di farlo in modo estremamente sintetico e fornirò le indicazioni sui libri da leggere per chi voglia approfondire il discorso. Ma credo che nessuna idea sia abbastanza grande da non poter essere descritta in poche, semplici pagine. Anzi le idee più grandi occupano meno spazio.

Ogni anno nel mondo muoiono più persone di fame di quante ne siano morte nella seconda guerra mondiale. Le stime parlano di più di 60 milioni di persone. 3 miliardi di persone sono classificate come povere e un miliardo vive con meno di un dollaro al giorno. 150 milioni sono gli schiavi e centinaia di milioni sono i bambini che vengono fatti prostituire. Solo in Usa le prostitute minorenni sono almeno 100 mila. La vita di un povero nei paesi industrializzati dura mediamente 10 anni di meno di quella di un ricco. La vita di un povero nei paesi del terzo mondo dura 30 anni di meno di quella di un ricco del primo mondo. Milioni di persone vivono sotto regimi dittatoriali, come la Cina, l’Indonesia, la Birmania, l’Arabia Saudita. La condizione delle donne è in alcuni paesi tragica. Esse hanno nulla e tanto meno dei diritti. Un terzo delle donne del pianeta vengono picchiate dai mariti, una donna americana su 5 è stata violentata. A 20 milioni di donne nel mondo è stata amputata la clitoride, la ragione dichiarata di questa barbarie è che una donna che può godere di un rapporto sessuale è difficile da tenere sotto controllo. Orribile è poi la condizione di quelli che vengono bollati come diversi. Gli omosessuali vengono non solo maltrattati e discriminati in tutto il mondo ma spesso anche puniti duramente. In Arabia Saudita ricevono da 120 a 200 frustate. Ma raramente si tratta di omosessuali sauditi, più spesso vengono puniti in questo modo i lavoratori immigrati (nel 1996 furono 24 i filippini condannati a questa pena).

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