ANT-MOOD
Ant-Mood è un percorso che parte dalle radici storiche dell’arte: il tatuaggio antico.La presenza di tatuaggi nell’antichità è attestata tramite rinvenimenti archeologici, su mummie provenienti da diverse civiltà e da diversi contesti geografici. Il mondo accademico sostiene che le più antiche forme di “disegno” risalgano alla Preistoria dell’Umanità, manifestate attraverso le rappresentazioni Paleolitiche su roccia, e questo può essere vero, ma in ogni caso ritengo che la tela più importante sia la pelle.
L’intera Opera, Ant-Mood, non è nient’altro che un Viaggio, che parte dall’Antichità fino a giungere ai nostri tempi ed oltre. In questo percorso vengono toccati temi quali la quotidianità di vite comuni, l’esaltazione dell’individuo, passando tra i dolori e le discrepanze sociali, fino a giungere al ritrovamento di se stessi. L’intera opera è stata realizzata tramite l’ausilio del Computer, strumento che non amo particolarmente, visto la mancanza della materia, in quanto non mi permette di sporcarmi le mani e di poter toccare le miscele di colore.

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Nonostante questo ho voluto sperimentare questa tecnica, mettermi alla prova, vedere fino a che punto la mia fantasia potesse arrivare, senza perdere mai di vista il tema dell’opera. La tecnica usata è ormai obsoleta, infatti sono stato criticato con frasi del tipo: ” ma con che programma ha fatto queste immagini, con l’AMIGA.”Penso che non sia importante quanti effetti tu possa mettere in un immagine se poi questa manca di una sua propria Anima, quindi critiche di questo sottile spessore, non mi toccano minimamente, e ciò mi dispiace perché credo nelle critiche, sì le critiche, ma quelle prive di gelosia. Nell’intera opera solo un’immagine non è stata impressa nella tela, e cioè “The Gate” semplicemente perché ritengo che essa sia la partenza, la porta che ognuno di noi debba aprire, la linea di confine che ci divide dalle nostre realtà di comodo, che ci siamo costruiti su misura.
Non voglio fare il poeta e tanto meno il saggio, mi permetto di usare queste parole, parole parole parole. Parole che ho raccolto in questo mio breve percorso esistenziale, dalle persone che mi hanno donato la loro pelle (che non smetterò mai di ringraziare), e grazie a queste persone ho potuto capire ed elaborare molti dei miei quadri. Purtroppo le parole io le ho usate poco, ed ho pagato sulla mia “tela”. Spero che i miei quadri possano raccontare un’ po’ di me e di tutte quelle persone che ho incontrato. Mi piacerebbe che questa collezione di 22 quadri potesse girare le convention, fare vedere un altro volto del tatuaggio, provare a creare più coscienza nei confronto di questa sublime arte.
Andrea Cino |
Scarica l’articolo (.pdf): Paintings-06










8 Settembre 2007 alle 21:50
Desktop and Laptop Computers…
I couldn’t understand some parts of this article, but it sounds interesting…