| Ultimamente ho avuto il piacere di rincontrare molti amici legati in qualche forma ad alcune mie vecchie “passioni”: le arti marziali ed i sport da combattimento. Ne sono venuti fuori articoli come quello sulla Muay Thai del numero 4 di Tattoo Dimension e come questo che segue, dell’amico Munzio, che vuole approfondire un tema certamente caro a molti tatuatori e tatuati: il Drago. |
Essendo questo uno dei soggetti trattati nella nostra gallery ho trovato “doveroso” inserire questo testo che chiarisce alcuni concetti che non tutti possono sapere. Di solito non mi occupo di immagini o di arti figurative, di solito mi occupo di arti marziali ed in particolare di quelle giapponesi; di quello che faccio mi piace scoprire i perché, i come, i quando: spesso si apre un mondo |
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Romi - Sofia - Bulgaria |
che non pensavi potesse esistere e nel quale ti ritrovi spesso come un bambino curioso. In Giappone ci sono stato diverse volte e, fra le cose più particolari, ho trovato dei personaggi che, le arti marziali, le praticano non come attività sportiva, ma come metodo per risolvere le eventuali “pendenze” che dovessero scaturire nel corso del loro lavoro. Questi personaggi sono gli affiliati alla mafia giapponese, semilegale nel paese del Sol Levante, chiamata yakuza; essi sono facilmente riconoscibili per avere l’intero corpo (ad esclusione di mani, piedi e viso) interamente tatuati secondo la loro tecnica tradizionale che viene chiamata ranshô. Le immagini che questi tatuaggi rappresentano sono prese dalle loro |
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Questo articolo è stato pubblicato il Venerdì, 17 Agosto 2007 alle 21:21 e classificato in Simbologia.
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