| ed alla pioggia, il drago terrestre (ti long) i fiumi, i laghi e tutte le acque a terra ed infine il drago sotterraneo (fut’s long) i metalli e le gemme. Nelle arti marziali cinesi, anche presso i famosi monaci Shaolin, gli animali esemplari sono la tigre ed il drago; la prima rappresenta la forza fisica, che, come l’irruente cinghiale europeo, imposta il combattimento sull’energia, mentre il secondo rappresenta la forza spirituale, che, del pari del nostro corvo, imposta il combattimento sulla tecnica e l’unione dei due è sinonimo di completezza. Ancora, i cinesi considerano se stessi “figli del drago” che in questo caso rappresenta il potere imperiale. Distinguere un drago rappresentato in una grafica giapponese dal suo fratello cinese non è difficile: il primo è rappresentato con tre dita soltanto che solitamente stringono la magica perla sacra, una specie di palla, bianca e spesso fiammeggiante; il suo portamento è generalmente strisciante, molto spesso attorno alla “sua” spada. In Cina, esso viene rappresentato con cinque dita se si tratta il drago imperiale mentre solo quattro (per rispetto) vengono riservate a quello “popolare”; talvolta ne vengono dipinte 4 anteriori e 5 posteriori, e la loro somma fa ancora 9; di solito viene immaginato con portamento rampante, che nuoti o che voli, più raramente con accanto la mitica perla. Queste sono le descrizioni classiche, ma a quale artista si può imporre di non mescolare le tradizioni o di non personalizzare la propria opera? |
Lorenzo - Evil Machines - Roma Marco Vitturi - Tattoo Mania - Mestre (VE) |
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Questo articolo è stato pubblicato il Venerdì, 17 Agosto 2007 alle 21:21 e classificato in Simbologia.
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