The Viral Corner n.6

Curato dal Dr. Corrado Pipan
Ricercatore - Cattedra di Microbiologia
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Udine

Continuiamo il discorso iniziato nello scorso numero e orientato alle misure che si possono adottare per prevenire la trasmissione delle infezioni.

Come probabilmente saprete, nelle ultime settimane il mondo della sanità italiana, al quale mi pregio di appartenere, é stato violentemente scosso da un’indagine giornalistica che denunciava le sconcertanti manchevolezze riscontrate da un inviato in incognito al Policlinico Umberto I° di Roma. L’autore, il giornalista de “L’Espresso” Fabrizio Gatti, oltre a descrivere svariate manchevolezze strutturali e di comportamento, ha calcato pesantemente la mano sulla considerazione che le norme igieniche godono all’interno del (cito) “policlinico degli orrori”.

Si passa dalle banalissime procedure di pulizia (evidentemente non praticate), ad ammalati che seguono gli stessi percorsi delle immondizie, alla totale mancanza di protezione di una Terapia Intensiva. Sembrerebbero degli elementi di poco conto, non fosse per le conseguenze: tra i 4.500 e i 7 mila morti ogni anno a causa di infezioni contratte in corsia. Il punto è che una buona parte di queste infezioni, tralasciando gli interventi più onerosi, potrebbe essere sicuramente evitata semplicemente adottando degli standard di comportamento comuni.

Tra questi, una delle misure considerate tra le più efficaci in termini di prevenzione, ebbene sì stupitevi, é il corretto lavaggio delle mani. Sembra incredibile, vero? Forse sarete ancora più stupiti del fatto che ve ne parli, ma lo spunto é partito da un interessante studio effettuato nel 2001 tra i tatuatori di Minneapolis, nel quale sono stati intervistati 61 artisti che operavano in 29 studi.

I questionari avevano l’obiettivo di testare le conoscenze dei tatuatori sul tema del controllo delle infezioni ed i risultati emersi sono stati sicuramente incoraggianti tranne che su un paio di punti, uno dei quali riguardava il lavaggio delle mani. Infatti, mentre quasi la totalità degli intervistati è risultata ben preparata sulle principali tecniche di sterilizzazione o sull’uso dei guanti, soltanto il 50% degli artisti dimostrava di prestare attenzione al lavaggio delle mani come pratica di prevenzione delle infezioni crociate.

Quindi, passiamo al pratico.

Indipendentemente dall’uso dei guanti, lavatevi le manacce:

  • - Prima di preparare un tatuaggio
  • - Dopo aver completato un tatuaggio
  • - Dopo aver pulito l’area di lavoro
  • - Almeno una volta prima, durante e dopo aver tatuato.

Oggi mi voglio rovinare e vi regalo un’ulteriore chicca, pura scienza, tratta pari pari dal sito dei CDC, ovvero la corretta procedura di lavaggio:

  1. Bagnare le mani con acqua calda.
  2. Dopo aver applicato una generosa quantità di sapone sulle mani, lavarle bene.
  3. Strofinare per 20 secondi, prestando particolare attenzione alla zona infraditale e la pelle sotto le unghie.
  4. Sciacquare le mani accuratamente con acqua calda.
  5. Asciugare le mani con una salvietta monouso.
  6. Usare la salvietta monouso per chiudere il rubinetto e aprire la porta.

Bene, ritagliate questa procedura ed attaccatela sopra ogni lavandino del vostro studio.

E buona lavanda….

Scarica l’articolo (.pdf): The Viral Corner - n.6

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il loggin.

Spazio bottone 150x50
Spazio bottone 150x50
Spazio bottone 150x50
Spazio bottone 150x50
Spazio bottone 150x50
Spazio bottone 150x50
Articoli (RSS)
Commenti (RSS)